Pieragnolo incontra gli studenti del Guarino Guarini di Modena

6 Febbraio 2026

Una mattinata di confronto e condivisione quella vissuta da Edoardo Pieragnolo al Cinema Victoria di Modena, dove il terzino neroverde è stato protagonista di un incontro con circa 250 studenti e studentesse dell’Istituto Superiore “Guarino Guarini”, in occasione dell’assemblea organizzata dagli stessi ragazzi.

L’evento, moderato dal giornalista della Gazzetta di Modena Stefano Aravecchia, ha rappresentato un momento di dialogo autentico tra il calciatore e i giovani presenti, che hanno partecipato attivamente ponendo numerose domande sui temi della carriera sportiva, della crescita personale e della gestione dei momenti più complessi. Pieragnolo si è raccontato con grande sincerità, ripercorrendo il proprio percorso e soffermandosi sull’importanza delle opportunità ricevute: “Ho ancora tanta strada da fare. Ho avuto la fortuna di arrivare in un club che mi ha dato e mi sta dando la possibilità di crescere e migliorare. L’infortunio mi ha buttato un po’ giù, ma ora sto recuperando e spero di tornare quanto prima a disposizione della squadra”. Il difensore ha poi sottolineato quanto il contesto dello spogliatoio sia fondamentale nel processo di maturazione di un giovane calciatore: “Condividere lo spogliatoio con giocatori come Berardi e Matic è qualcosa di unico. Sono prima grandi uomini e poi grandissimi professionisti, e questo aiuta tantissimo la crescita di tutti”. Tra i temi affrontati, anche il rapporto con i social network, soprattutto nei momenti più delicati: “Non vi nego che i social hanno influito nel mio modo di approcciare alcune situazioni. Dopo l’infortunio ho sentito il bisogno di isolarmi un po’ dal mondo digitale, vivere il presente e leggere meno possibile di calcio, perché non mi faceva stare bene”.

Spazio anche al ruolo centrale della famiglia, punto di riferimento costante nel suo percorso: “Credo che la famiglia sia fondamentale, soprattutto in alcune fasi della crescita. Io mi fido ciecamente di mio papà, mi appoggio molto a lui e seguo i suoi consigli. Posso dire che è il mio idolo nella vita quotidiana. In campo, invece, mi piace molto Robertson del Liverpool”. Nel corso dell’incontro, Pieragnolo ha affrontato senza filtri anche il tema delle ansie e delle pressioni legate alla competizione, raccontando di aver sofferto in passato il peso della gara e di essere riuscito a superare queste difficoltà grazie al supporto di uno psicologo.

Un confronto aperto e profondo, che ha permesso agli studenti di conoscere da vicino non solo il calciatore, ma soprattutto la persona, in una mattinata che ha lasciato spazio a riflessioni importanti sullo sport, sulla crescita e sull’equilibrio personale.